Il 6 luglio si è celebrata la Giornata Mondiale dello Sviluppo Rurale, istituita dall’ONU per riaffermare l'impegno verso l'Agenda 2030 e richiamare l'attenzione sulle criticità delle aree rurali, criticità da superare per uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibili. Non è una ricorrenza puramente simbolica: governi, organizzazioni internazionali, società civile e settore privato sono chiamati a tradurla in politiche concrete, con un'attenzione particolare ai processi decisionali, anche economici, che riguardano le aree rurali.
A livello europeo, l'UE ha dato seguito a questi principi con la Rural Pact Community Platform: una piattaforma che affianca le aree rurali e le sue imprese. Al suo interno, il gruppo tematico dedicato al turismo rurale evidenzia come il comparto rappresenti già oltre il 15% dell'offerta turistica europea (fino al 40% in alcune aree), pur restando frammentato per la predominanza di micro e piccoli operatori. In questi casi si rileva però un grande divario digitale del Mediterraneo: bassa connettività, ridotto utilizzo dell'e-commerce, competenze digitali carenti in generale. Nel 2017 solo l'8% delle imprese dell'area Mediterranea aveva una presenza digitale: oggi dopo 10 anni la percentuale sta progressivamente salendo ma c’è ancora molto da fare. Considerando che le PMI costituiscono oltre il 90% delle imprese e generano più dell'80% dell'occupazione nel Mediterraneo, e che rappresentano la stragrande maggioranza degli operatori del turismo rurale, colmare questo divario digitale è infatti condizione necessaria per rafforzare la competitività del settore. Due buone pratiche censite sulla piattaforma dell’UE mostrano l'efficacia della formazione mirata alle PMI. A Cipro, il progetto "Honey Routes" ha rigenerato nove comunità montane partendo da workshop e percorsi formativi per apicoltori e piccole imprese (oltre 550 partecipanti formati tra il 2018 e il 2024), creando una destinazione turistica a tema miele oggi riconosciuta ufficialmente, con tre festival che attraggono oltre 9.000 visitatori l'anno. A Malta, la rete sociale "Merill" adotta un modello hub-and-spoke che fornisce formazione e coordinamento a circa 30 piccole imprese agricole e artigianali, mantenendone l'identità di marchio; il suo programma di tirocini ha coinvolto inoltre 40 studenti internazionali, contribuendo anche a decongestionare le aree costiere più turistiche. Entrambi i casi confermano che: investire in competenze digitali e gestionali delle PMI, con strutture di coordinamento stabili, è la via più concreta per trasformare il patrimonio rurale mediterraneo in sviluppo duraturo e sostenibile anche dal punto di vista economico. Questa stessa logica ispira oggi il progetto DETOUR che lungo alcuni cammini mediterranei affianca alla formazione delle PMI turistiche incentivi diretti per progetti di digitalizzazione, sostenibilità e innovazione. Come a Cipro e Malta, il binomio formazione-incentivo si conferma la via più efficace per trasformare le competenze acquisite in sviluppo concreto per le PMI.